Io
Spiegazioni
Le domande a cui questa app è nata per rispondere
Sette risposte, ognuna con la sua fonte e la data in cui è stata verificata. Se una fonte è vecchia, si vede.
Nelle GPS il servizio civile universale o nazionale concluso senza demerito non attribuisce punteggio. È un titolo di riserva, e ti dà diritto fino al 15% dei posti disponibili. Questa è la posizione dell’amministrazione, ed è netta.
Esiste però giurisprudenza — una sentenza del TAR Lazio del 12 maggio 2025 — che lo ha riconosciuto come servizio specifico fino a 12 punti. È un riconoscimento per via giudiziale, non automatico: chi non ha fatto ricorso non ha quei punti, e nessun ufficio li attribuisce d’ufficio.
Il punto pratico è che la riserva non cambia il tuo numero, cambia il tuo posto nella fila. A parità di punteggio, e su una graduatoria affollata, è esattamente ciò che decide se vieni chiamata.
Da fareControlla sulla tua istanza che la riserva sia dichiarata. Se non c’è, il punteggio resta lo stesso ma perdi la precedenza.
Le GPS valgono due anni. Quelle aggiornate nel 2026 restano in vigore per il 2026/27 e per il 2027/28: nell’anno intermedio la graduatoria non si rifà, il punteggio non si aggiorna e la posizione non si muove.
Questo è il fraintendimento più costoso, perché porta a rimandare: chi crede in un aggiornamento annuale pensa di avere una scadenza ogni anno, e invece la prossima finestra utile è nel 2028.
Nell’anno intermedio ci sono due sole leve. La prima sono le 150 preferenze, che si rifanno ogni anno: se non hai ricevuto una nomina, cambia le sedi, non aspettare che cambi il punteggio. La seconda riguarda chi consegue la specializzazione sul sostegno o un’abilitazione: gli elenchi aggiuntivi previsti dall’articolo 10 dell’ordinanza.
Da fareElenchi aggiuntivi 2027/28: termine fissato dal decreto ministeriale atteso entro il 31 dicembre 2026. Date non ancora pubblicate; controlla termini e modalità nel decreto prima di valutare la domanda.
Le graduatorie e i bollettini delle nomine sono atti amministrativi pubblici. Li pubblica l’ufficio scolastico territoriale con nome, cognome, punteggio e posizione, e li pubblica proprio perché ogni candidato possa verificare la propria collocazione e quella di chi lo precede: senza i nomi di chi sta davanti, una graduatoria non è controllabile da nessuno. Cattedra li mostra così come sono, con il link all’atto da cui vengono.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha stabilito che nelle graduatorie possano comparire soltanto nome, cognome, punteggio e posizione — non la data di nascita, non il codice fiscale, non l’indirizzo — e che questi elenchi non vadano indicizzati dai motori di ricerca. Cattedra non conserva altro che quei quattro dati, e il feed da cui li legge è escluso dai motori di ricerca.
Quello che leggi qui resta comunque una copia. L’atto originale è la fonte che fa fede, ed è quello da aprire e controllare prima di prendere qualsiasi decisione: ogni riga e ogni bollettino di questa schermata portano il collegamento al documento dell’ufficio.
Di alcune province non si legge niente, e il motivo è scritto nella copertura. Quando un documento non è disponibile qui, l’app rimanda al sito dell’ufficio: l’atto originale resta la fonte da controllare.
Da fareSe il punteggio in graduatoria non coincide con quello che l’app calcola, la differenza è la prima cosa da guardare.
La tabella riconosce due strade. I titoli — certificazioni, master, abilitazioni, specializzazioni — valgono un punteggio fisso e si possono pianificare. Il servizio vale 2 punti al mese sulla tua classe di concorso, fino a 12 punti per anno scolastico, e arriva solo lavorando.
Fra i titoli, quelli con il miglior rapporto tra punti e spesa sono le certificazioni linguistiche: la tabella ne valuta una per ciascuna lingua straniera, quindi lingue diverse sommano i loro punteggi. Una C2 vale 6 punti, una C1 4, una B2 3.
La specializzazione sul sostegno vale 9 punti, ma il suo valore vero è un altro: apre gli elenchi aggiuntivi, da cui si attinge prima di tutta la seconda fascia. Non ti alza nella tua fila, ti sposta in una fila davanti.
Attenzione a due trappole. Le certificazioni informatiche valgono solo se rilasciate da enti accreditati ACCREDIA e conformi ai framework europei, e se ne valuta una sola per framework: due DigCompEdu da due enti diversi non sommano. Le certificazioni linguistiche valgono solo se l’ente è nell’elenco riconosciuto dal Ministero e al momento in cui hai dato l’esame.
Da fareLa schermata Leve calcola quanto vale ogni mossa per il tuo profilo, tetti compresi.
L’ordinanza ha dieci allegati, uno per ogni graduatoria e fascia, e Cattedra li calcola tutti: infanzia e primaria (A.1 e A.2), secondaria di I e II grado (A.3 e A.4), insegnante tecnico-pratico (A.5 e A.6), sostegno (A.7 e A.8) e personale educativo (A.9 e A.10).
Ogni tabella dell’app viene riletta dal PDF ufficiale da un test, voce per voce: se il Ministero corregge un numero, il test diventa rosso e me ne accorgo. I quattro allegati di infanzia, primaria ed educativo hanno una struttura diversa — più voci, e il titolo di accesso valutato sulla media degli esami — e l’estrazione automatica attribuisce i numeri a righe vicine: per questi i punti sono trascritti a mano dal PDF firmato e un test controlla ogni valore contro il testo del documento, oltre all’impronta del file.
Un punteggio credibile e sbagliato è il difetto peggiore che questa app possa avere: si pianificano ferie, spese e domande su quel numero. Se una voce non è verificata l’app lo dice, invece di mostrarti un numero.
Il resto dell’app non dipende dalla tabella dei titoli: profilo, scadenze, mappa delle province e interpelli funzionano per ogni graduatoria.
Da fareAccanto a ogni voce del tuo punteggio c’è il link alla pagina dell’allegato da cui viene: se un numero ti sembra strano, lo controlli lì.
L’iscrizione alle GPS è provinciale e unica: si sceglie una provincia e vale solo lì. Non è possibile iscriversi alle graduatorie di due province, e la scelta si può cambiare solo all’aggiornamento — quindi nel 2028, portandosi dietro tutto il punteggio accumulato.
Fuori dalla tua provincia si lavora per altre vie. Per le scuole statali ci sono gli interpelli, pubblicati quando le graduatorie utilizzabili sono esaurite: ogni avviso decide requisiti e canale di candidatura. Alle scuole paritarie puoi invece proporre una candidatura spontanea mirata, che non è una procedura ministeriale e non garantisce una risposta.
La conseguenza pratica è che la geografia diventa importante: prima di candidarti vanno letti il documento della scuola, la scadenza e i tempi richiesti per prendere servizio.
Da fareNella schermata Dove puoi segnare le province in cui accetteresti di lavorare, e vedere quanto distano.
inPA è il portale unico del reclutamento della pubblica amministrazione: dal 2022 ogni concorso pubblico deve essere pubblicato lì, e questo vale anche per il Ministero dell’Istruzione e del Merito e per gli Uffici scolastici regionali. Cattedra legge quel portale dal proprio server — non dal tuo telefono — e ne tiene una copia: la provincia e la classe di concorso con cui l’elenco viene ordinato non escono mai da qui.
Nell’elenco entra la scuola: i bandi del Ministero e degli Uffici scolastici, e quelli che parlano di docenti, personale ATA, TFA sostegno, supplenze e classi di concorso. Restano fuori conservatori e accademie (l’AFAM), le università e la ricerca: bandiscono docenti anche loro, ma con le GPS non c’entrano, e mescolarli vorrebbe dire un elenco in cui il tuo concorso non si trova più.
La copia si rinfresca ogni ora, e la schermata dice sempre di quando è: se inPA non risponde, l’app mostra l’ultima lettura invece di una pagina vuota, dicendo che è vecchia. La fonte che fa fede resta il bando: quello che leggi qui è un indice, non l’atto.
Da fareIl bando su inPA è l’atto: leggilo prima di preparare una domanda.
Cattedra è un progetto indipendente e non è affiliato al Ministero dell’Istruzione e del Merito né ad alcun Ufficio Scolastico. In caso di divergenza fa fede il documento ufficiale, che trovi linkato in ogni risposta.